Boccia paralimpica

May 4, 2018

Ciao a tutti, sono Mirco Garavaglia e oggi voglio raccontarvi un po' della mia esperienza nel mondo dello sport paralimpico.

Sono un atleta di Boccia paralimpica e faccio parte della società sportiva ASD Polisportiva Superhabily della provincia di Milano. Ho iniziato con la Boccia nel 2015 e - prima di allora - mai avrei pensato di poter praticare uno sport. Appena l'ho conosciuta, mi sono subito appassionato e, da allora, ho partecipato a tornei e campionati nazionali e anche a delle competizioni internazionali in Europa.

Il gioco della Boccia richiede attenzione, concentrazione, tecnica e strategia. 

 

La Boccia è presente a tutte le edizioni delle Paralimpiadi a partire dal 1984 e, per l'Italia, è un obbiettivo per le prossime Paralimpiadi di Tokyo 2020. Tale disciplina sportiva, in questi ultimi anni in crescita, è rivolta a ragazzi e ragazze con disabilità fisiche gravi quali ad es. tetraparesi spastica, quadri-amputazione, SLA, distrofia muscolare (come nel mio caso), ecc. 

Il gioco è simile a quello delle bocce classiche con alcune importanti modifiche per permetterne la fruibilità a ragazzi con specifiche esigenze:

- si pratica in palestra (su linoleum o parquet) seduti su una carrozzina. Il campo da gioco misura 12,50 m x 6 m.

- le bocce sono morbide e sono rivestite in pelle, più leggere di quelle tradizionali

- i ragazzi che non possono lanciare la boccia con mani o piedi si avvalgono dell'ausilio di una rampa e di un assistente in campo (categoria BC3). 

 

Ci sono 4 diverse categorie, in base alle abilità degli atleti:

- BC1 riservate ad atleti con cerebrolesioni, che sono in grado di utilizzare mani o piedi per lanciare le bocce in campo. Possono avere un assistente per raccogliere le bocce.

- BC2 atleti con cerebrolesioni che sono in grado di utilizzare le mani per lanciare le bocce in campo e hanno più abilità degli atleti BC1.       

- BC3 atleti con cerebrolesioni, distrofie, ecc, che non riesco a lanciare autonomamente, ma si servono di una rampa per lanciare le bocce. Sono aiutati da un assistente in campo, che non può mai parlare o guardare il campo di gioco.                                                                            

- BC4 atleti con patologie fisiche (per esempio distrofie o tetraplegie) che sono comunque in grado di lanciare autonomamente con le mani.

 

Le partite sono individuali, di 4 parziali: 6 bocce per giocatore, tempo da 4 ai 6 minuti effettivi di gioco per ogni parziale e atleta a seconda della categoria a cui appartiene.                             

Nella BC1 e BC2 possono giocare anche a squadre miste, 3 atleti per ogni squadra e a testa hanno a disposizione 2 bocce; mentre nella BC3 possono giocare anche a coppie, 2 atleti per coppia e giocano con 3 bocce a testa. La stessa cosa per i BC4.

 

 

 

 

 

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"Auto-NOI-mia. Percorsi sperimentali di inclusione sociale e cittadinanza attiva per le persone con disabilità nel contesto delle comunità locali” progetto finanziato dal  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della L. 383 del 7/12/2000 Anno 2016.